Titolo: La verità sul caso Harry Quebert
Autore: Joel Dicker
Genere: Giallo
Casa editrice: Bompiani
Le mie considerazioni
La verità sul caso Harry Quebert è un giallo che si può definire quasi geniale tanto da travolgerti dalla prima all'ultima pagina. Anche se ci troviamo difronte ad un mattoncino di 775 pagine, la lettura è scorrevole e piacevole, non annoia e più ti addentri nella comprensione del testo più vuoi continuare a leggere, senza fermarti mai. Chi si imbatte in questo libro si porrà l'obiettivo di scoprire come il racconto andrà a finire e tirerà ad indovinare il colpevole dell'omicidio, senza però azzeccarci mai; infatti, nel momento in cui si è convinti di aver fatto centro, in realtà si è fatto un gran buco nell'acqua e sta proprio quì la genialità del racconto: l'autore è stato talmente bravo ad incastrare gli indizi e le vite dei personaggi che non è semplice comprendere la trama del delitto finché non si arrivi all'ultima pagina.
Consiglio questo libro a chi vuole imbattersi in una lettura eccitante, scorrevole e per niente noiosa e a chi ama stare un pò con il fiato sospeso.
Trama
Il libro è una sorta di viaggio nel tempo tra passato (1975) e presente (2008) che si intrecciano tra loro. Il protagonista del 1975 è Harry Quebert, un famoso scrittore americano di trentaquattro anni, che nell'estate dello stesso anno si trasferisce da New York ad Aurora per trovare ispirazione per la stesura del suo "grande" romanzo. In realtà, ciò che trova ad Aurora è l'amore, un amore, però, proibito: si innamora di una ragazza di 15 anni , Nola Kellergan.
Tra loro nasce una complicità che non ha precedenti, iniziano ad amarsi di nascosto (tra alti e bassi) e per non dare nell'occhio intraprendono, anche, una corrispondenza epistolare.
Data l'impossibilità, dettata dalla società e dalla legge, di amarsi in pubblico, i due escogitano un piano per scappare dal New Hampshire e rifugiarsi in Canada: la data della fuga è fissata per la sera del 30 agosto 1975.
Questa data però si rivelerà maledetta poiché la stessa sera Nola non si presenterà all'appuntamento in quanto lei stessa verrà avvistata da un'anziana signora, Deborah Cooper, che affacciata alla finestra, nota in prossimità della foresta una ragazza, vestita di rosso, che scappa tra gli alberi inseguita da un uomo. Le voci iniziano a correre per la cittadina e un padre, nonché il reverendo di Aurora, nota che la figlia non è nella sua stanza e denuncia la scomparsa di Nola. Non verrà più trovata.
Trentatré anni dopo, ossia nel 2008, il suo cadavere viene ritrovato e rinvenuto nella proprietà di Harry Quebert (Goose Cove), il quale verrà accusato del suo omicidio. Ecco che qui, in questo lungo viaggio nel tempo, compare la figura di un altro scrittore: Marcus Goldman. Marcus è amico e allievo di Harry che ultimamente soffre della malattia degli scrittori, ossia il blocco dello scrittore, e chiede aiuto allo stesso Harry, ma in realtà sarà proprio Marcus ad aiutarlo e salvarlo da questa faccenda complicata, svolgendo delle indagini personali sul caso aiutato dal sergente Gahalowood.
Ecco che qui iniziano gli intrecci della storia fatti di mille piste false e colpi di scena. Dall'inizio delle indagini sembra di aver aperto un vaso di Pandora in quanto i placidi cittadini di Aurora, persone affabili e gentili, nascondo molti segreti e le loro vicende si intrecciano tra loro complicando sempre di più la narrazione che crea nel lettore una sorta di smarrimento.
Ma la vera domanda è: Chi ha ucciso Nola Kellergan?
Questo non posso svelarlo, ma ciò che posso dire è che l'assassino di Nola è colui e/o colei che non è o non può essere sospettabile.
Voto: 9/10
Buona lettura
Zaira
